Nati per essere diversi

Tutto è cominciato da un capo che qualcun altro avrebbe lasciato indietro.

Una vecchia giacca, segnata dal tempo, trovata quasi per caso. Non era perfetta. Ed era proprio quello il bello. Aveva carattere, aveva vissuto e sembrava aspettare soltanto qualcuno capace di guardarla con occhi diversi.

Da questa idea nasce eXcentrico: cercare capi vintage che abbiano già qualcosa da raccontare e, quando ne sentiamo il bisogno, aggiungere un nuovo capitolo alla loro storia.

Denim, giacche, camicie e accessori vengono scelti uno ad uno. Alcuni arrivano fino a noi e non chiedono altro: sono belli esattamente così, con i segni del tempo, le sfumature, le piccole imperfezioni che raccontano ciò che sono stati.

Altri, invece, sembrano suggerire una trasformazione.

È allora che entrano in gioco le mani, l’istinto e l’immaginazione.

Patch recuperate, bottoni insoliti, ricami, applicazioni, tessuti, ornamenti e cuciture a vista possono incontrarsi sullo stesso capo. Elementi provenienti da luoghi, epoche e storie differenti trovano un nuovo equilibrio. A volte interveniamo noi; altre volte è il cliente a chiederci di raccontare qualcosa che gli appartiene: una passione, un ricordo, una frase, un simbolo.

Il capo diventa così qualcosa di personale. Non soltanto qualcosa da indossare, ma qualcosa in cui riconoscersi.

In questo modo di lavorare ritroviamo una filosofia antica che ci affascina profondamente.

Ci siamo avvicinati alle tradizioni giapponesi del Boro e del Sashiko, legate anche alla necessità di conservare, rinforzare e riparare tessuti che non potevano essere semplicemente sostituiti. Nelle comunità rurali giapponesi, generazioni di persone hanno rammendato abiti e tessuti sovrapponendo pezze e aggiungendo cuciture, permettendo loro di continuare a vivere.

E riparazione dopo riparazione accadeva qualcosa di bellissimo.

Il capo non tornava semplicemente come prima.

Diventava qualcos’altro.

Le tracce delle riparazioni raccontavano il tempo, le mani che vi avevano lavorato e le persone che lo avevano indossato. Ciò che nasceva dalla necessità finiva per creare pezzi irripetibili, nei quali l’imperfezione diventava bellezza.

È difficile immaginare qualcosa di più vicino allo spirito di eXcentrico.

Perché anche noi crediamo che una cucitura non debba necessariamente essere nascosta, che una toppa possa diventare un ornamento e che un segno del tempo non sia sempre un difetto da cancellare.

A volte è proprio da lì che comincia la parte più interessante della storia.

E forse abbiamo semplicemente dimenticato qualcosa che un tempo era normale: le cose si facevano per durare.

Un buon cappotto, una giacca o un paio di jeans non venivano considerati oggetti usa e getta. Si compravano, si indossavano, si consumavano. E quando serviva si aggiustavano, perché continuassero ad accompagnarci.

Oggi viviamo quasi nel principio opposto.

Il fast fashion ci ha abituati alla velocità: produrre velocemente, comprare velocemente, sostituire velocemente. Noi preferiamo rallentare.

Non pensiamo che la sostenibilità abbia bisogno di grandi proclami. Per noi può cominciare da gesti molto più semplici: comprare meno, scegliere meglio, recuperare ciò che esiste già, riparare invece di buttare e far durare ciò che merita di durare.

Pochi capi, ma buoni.

Un capo vintage porta già con sé una materia prima, un lavoro e una storia. Recuperarlo significa riconoscere che quel valore esiste ancora. Trasformarlo significa immaginare che possa avere davanti a sé una vita nuova.

Ed è proprio qui che entra in gioco il nostro nome.

eXcentrico.

La parola eccentrico significa letteralmente fuori dal centro, decentrato.

A noi piace pensare che significhi anche fuori dagli schemi.

Non l’eccentricità cercata per stupire a tutti i costi, ma quella più autentica: il coraggio di scegliere ciò che ci rappresenta anche quando non è quello che scelgono tutti gli altri.

Viviamo in un tempo che, paradossalmente, ci offre infinite possibilità e allo stesso tempo tende continuamente a renderci simili. Stesse tendenze, stessi capi, stessi riferimenti, oggetti prodotti in migliaia di esemplari.

eXcentrico nasce dal desiderio di andare un po’ più in là.

Fuori dal centro, appunto.

Ci piace contaminare epoche, materiali e linguaggi. Una vecchia giacca denim può incontrare una patch trovata altrove, un bottone dimenticato in un cassetto, un ricamo, un frammento di tessuto o una cucitura ispirata al Sashiko.

Elementi che forse non erano destinati a stare insieme.

E che, incontrandosi, diventano qualcosa che prima non esisteva.

È questa l’eccentricità in cui crediamo: non il bisogno di essere diversi dagli altri, ma la libertà di essere profondamente se stessi.

Perché essere fuori dagli schemi non significa necessariamente essere fuori posto.

A volte significa semplicemente aver trovato il proprio posto.

Ed è quello che vorremmo accadesse con ogni capo eXcentrico: che continui a portare con sé ciò che è stato, accolga qualcosa di nuovo e, una volta indossato, finisca per assomigliare un po’ meno a tutti gli altri.

E un po’ di più a te.